America

Volo sulla Groenlandia e atterro a Los Angeles. Partiamo, direzione Death Valley. Siamo in quattro. L'autostrada a dieci corsie ci porta verso nord. Arrivati a Zabriskie Point vedo un ragazzo, con le gambe paralizzate, che viaggia, da solo, in camper. Cala la sua sedia a rotelle dalla portiera aperta, ci salta dentro, e con la forza delle braccia si spinge su, in alto, da dove si vede l'infinito.

2014 - Arizona, U.S.A.

Arriviamo a Las Vegas. Dal Golden Gate Hotel non si vede l'infinito. Qui ci sono condizionatori, macchine per fare il ghiaccio, slot machine e ragazze in minigonna che ballano sui tavoli da gioco.

La mattina seguente proseguiamo sulla Route 93 e su qualche tratto della 66. Brucio un semaforo rosso e uno stop prima di entrare in territorio Navajo. Nella Monument Valley mi sento ancora più piccolo. Ci insabbiamo. Ci tirano fuori gli indiani. Qui tutto è silenzio da milioni di anni. Procedendo verso sud vediamo alberi pietrificati. A Tucson accarezzo l'aereo presidenziale di Kennedy. Lucina e Vincenzo ci lasciano, Josef ed io proseguiamo lungo il confine col Messico. Vediamo città fatte di case mobili. È gente venuta da nord per svernare. Tutto intorno c'è solo deserto. Arriviamo ad Indio. Vedo motels, stazioni di servizio, svincoli stradali. Oggi è Thanksgiving Day. Anche se è già sera, dobbiamo festeggiare. L'unico posto aperto è il casinò. Ceniamo rispettando la tradizione. La mattina seguente ci mettiamo in viaggio per Los Angeles. Tutto attorno è il nulla. Dicono che da queste parti chi vuole morire si mette in cammino nel deserto. Superiamo posti di blocco per il controllo degli immigrati che passano la frontiera clandestinamente. Mi fermo a fare benzina mentre sulla Interstate 10 un fiume di automobili scorre verso ovest.

Nella prossima vita fotograferò l'America.

 

Los Angeles, CA, novembre 2014

 

© Fabio Ponzio

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